UN VIAGGIO NELLA MENTE DEI GIOVANI FIORENTINI..


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Dopo tanti sacrifici e restrizioni siamo finalmente giunti alla fine di questo periodo molto particolare… ristoranti e hotel iniziano a riaprire, i ragazzi tornano ad uscire e molti servizi tornano ad essere fruibili. Insomma, sta man mano svanendo, almeno in parte, la paura.

È dunque importante chiedersi, in questo periodo post pandemia, quali sono le esigenze dei ragazzi e cosa preferiscono e per scoprirlo abbiamo fatto una breve analisi sulla pagina Instagram (florenceteen_official): dai sondaggi è emerso che i ragazzi continuano a preferire il mare alla montagna, nonostante le spiagge affollate, il mare vince nettamente con un 86% di preferenze. Tuttavia, la montagna è sicuramente un’ottima alternativa al turismo di massa delle località marittime e offre tantissime opportunità di turismo sostenibile come il trekking.

Per quanto riguarda gli alloggi i ragazzi, nonostante i prezzi indubbiamente più alti, preferiscono soggiornare in un appartamento invece che in un ostello.. ma forse questo è dovuto al timore di dover condividere la stanza con estranei in questo periodo così delicato? Può essere.

Arriviamo quindi ai trasporti, i ragazzi per spostarsi preferiscono utilizzare la tranvia rispetto agli autobus, sicuramente per le comodità che essa offre. Gli autobus sono infatti spesso affollati, le tratte fanno giri molto lunghi e le corse non sempre sono puntuali. Al contrario la tranvia collega molto bene la città di Firenze con corse frequenti, pertanto non c’è da stupirsi di questa preferenza.

Monopattino e mobike si trovano invece in una posizione di relativa parità, vediamo infatti una preferenza del 46% per la mobike e del 54% per il monopattino. Entrambi sono infatti molto funzionali e sostenibili per spostarsi, in particolar modo nel centro storico.

Infine, paradossalmente, i ragazzi continuano a preferire il divertimento (discoteche, eventi in spiaggia ecc..) rispetto al relax (centri benessere, terme ecc..) e forse si tratta di un’esigenza che deriva dal fatto che tanti ragazzi sentono di non aver potuto vivere quest’ultimo anno e, giustamente, sentono di aver buttato un anno dei loro anni più belli. È comprensibile quindi che i giovani, nonostante i rischi delle discoteche, sentano la necessità di recuperare il tempo perso.


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